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talloniteLa tallonite dello sportivo nella maggior parte dei casi insorge a causa delle continue sollecitazioni e microtraumi subiti dal piede. Si tratta di vere e proprie microlesioni che con il passare del tempo possono alterare la normale funzionalità del retropiede.
Gli sport più a rischio sono la corsa, il calcio, la pallavolo, il basket, la marcia ed in generale tutte le discipline che comportano notevoli sollecitazioni al calcagno. Tale rischio aumenta con il sovrappeso, con la mancanza di allenamento e con l'utilizzo di calzature non idonee.
Molto spesso le scarpe da tennis che si trovano nei supermercati non sono adatte a sopportare le fortissime sollecitazioni funzionali subite dal piede durante l'attività motoria. Nei negozi specializzati in articoli sportivi si possono invece trovare calzature speciali dotate, per esempio, di sistemi ammortizzanti, situati nel tacco in grado di attenuare le sollecitazioni e lo shock da impatto ripetuto.
Anche il terreno sul quale viene praticata l'attività fisica è molto importante poiché superfici particolarmente rigide come campi sintetici, asfalto e cemento amplificano lo shock da impatto. Anche scarsa muscolatura e preparazione atletica sommaria possono contribuire alla comparsa di patologie calcaneari.

Guarire dalla tallonite:

Fortunatamente le talloniti comuni guariscono nel giro di 1-3 settimane a seconda del tipo e dell'entità del problema salvo alcune forme croniche che possono richiedere tempi di guarigione molto più lunghi. Il soggetto colpito da tallonite tende a limitare il carico sul piede dolente adattando la postura e la deambulazione.
A lungo andare tali compensazioni possono causare problemi anche seri ad altre strutture corporee (bacino, colonna vertebrale e ginocchia).
Si consiglia pertanto di sospendere l'attività motoria ai primi sintomi dolorosi almeno fino a quando non si sarà ripristinata la normale funzionalità del retropiede.

Si consiglia inoltre di applicare del ghiaccio sulla zona dolente nella fase acuta del trauma. Inutile e pericoloso continuare gli allenamenti tentando di sopprimere il dolore con antidolorifici ed antinfiammatori.
Sovraccaricare una struttura anatomica già compromessa potrebbe causare lesioni ben più gravi ed il prolungarsi della patologia potrebbe renderla cronica e quindi difficilmente curabile. Se il problema non si risolve dopo aver osservato un periodo di riposo di due settimane è opportuno svolgere ulteriori indagini per determinare con maggiore precisione l'origine del dolore. Può capitare infatti che il semplice esame radiografico porti ad un'errata interpretazione della patologia.
Tutori notturni e gambaletti rigidi da indossare durante la deambulazione possono contribuire alla risoluzione della tallonite. In molti casi si consiglia l'associazione con terapie fisiche (ultrasuoni, crioultrasuoni, laserterapia, ionoferesi, massaggi). Nel periodo riabilitativo possono rivelarsi molto utili esercizi propriocettivi e di sensibilizzazione plantare.