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alluce valgoI disagi iniziali sono estremamente leggeri, piccole fitte lungo l’alluce o sulla prima testa metatarsale, successivamente si crea una piccola deviazione dell’alluce e dello sporgere della prima testa metatarsale. Da ciò ne consegue che la dinamicità del passo e la spinta del piede inizia a risultare meno fisiologica e funzionale, fatto che crea i primi disagi nel camminare ed un minor rendimento per chi corre. Anni fa si pensava che il piede fosse la causa di alterazioni posturali e di problemi che si propagavano fino alla parte alta del corpo. Oggi si è visto che è proprio l’opposto: il piede si adatta alle alterazioni posturali che provengono dalla parte alta del corpo.
Questo perché il piede è un intermediario fra il terreno e le strutture più alte, quindi può compensare adattandosi. Ma qualsiasi adattamento è in realtà un’alterazione strutturale che nel tempo si paga con funzioni compromesse e dolori con conseguenze come lesioni osteoarticolari all’avampiede e persino ripercussioni gravi sui ginocchi, sulle anche e sulla colonna vertebrale.

La deformità dell’alluce valgo si associa spesso al piede piatto, in quanto la ridotta curvatura della pianta porta a sovraccaricare in modo esagerato la parte anteriore del piede, e può causare, oltre a lesioni, anche deformazioni al secondo e terzo dito, arrivando a sovrastare tutto il secondo dito fino a toccare il terzo. La causa dell’alluce valgo può essere congenita, con la tendenza di svilupparsi nell’età dell’accrescimento o acquisita, in quest’ultimo caso, una responsabilità notevole può essere attribuita a modelli di calzatura inadeguati alla fisiologia del piede, ad esempio scarpe con tacco alto o strette in punta. Infatti il primo consiglio da fornire a chi soffre di questa patologia è ricorrere a calzature adeguate.
La scarpa migliore per la salute del piede è quella che riprende la sua forma naturale, che fornisce sostegno all’arco plantare e presenta una tomaia morbida e priva di cuciture e una suola flessibile al di sotto della punta del piede, come fanno la maggior parte delle calzature sportive.
E se proprio vogliamo il tacco, che non superi i quattro, cinque centimetri. Una buona scarpa, infatti, ha una suola relativamente piatta e che si adatta comodamente al tallone e la parte anteriore deve essere sufficientemente spaziosa per accogliere la punta del piede.Come misura preventiva, lo specialista può suggerire anche plantari o calzature ortopediche che hanno lo scopo di evitare un sovraccarico della parte anteriore del piede o consigliare interventi di fisioterapia.